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Meta condannata per danni ai minori: 567 milioni di dollari

Foto di Berke Citak via Unsplash · Brano "Jingle Dreams" di snoozy beats via Free Music Archive

venerdì 7 agosto 2026

Meta condannata per danni ai minori: 567 milioni di dollari

Meta è stata condannata a pagare 567 milioni di dollari in un fondo per la tutela dei minori dai danni dei social network, portando il totale delle sanzioni nel caso del Nuovo Messico a 942 milioni. Il giudice ha definito l'azienda una pubblica molestia paragonabile all'inquinamento. Sul fronte culturale, è morto a 86 anni Francesco Guccini, considerato tra i maggiori cantautori italiani. In Ucraina, un attacco russo con 24 missili balistici ha ucciso 21 persone a Kyiv, dove le difese aeree sono esaurite. La crisi di Ceuta non è ancora rientrata, con tremila-cinquemila migranti ancora presenti. In Germania, ergastolo per l'afghano che il 13 febbraio 2025 investì una folla a Monaco uccidendo madre e figlia.

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Venerdì 7 agosto 2026, la giornata si apre con una sentenza destinata a fare storia nel rapporto tra le grandi piattaforme digitali e la tutela dei minori.

Un giudice del New Mexico ha ordinato a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo destinato a ridurre i danni futuri causati dai suoi social network ai giovani utenti. La cifra si aggiunge ai 375 milioni già comminati nella fase precedente dello stesso processo, portando il totale a 942 milioni. Il giudice Bryan Biedscheid ha definito Meta una "pubblica molestia" paragonabile all'inquinamento atmosferico, affermando che i danni psicologici e lo sfruttamento sessuale dei minori non restano confinati alle piattaforme ma si diffondono nella società. La grande maggioranza del fondo, circa 420 milioni, andrà a finanziare programmi clinici e di salute mentale per chi ha già subito danni. Meta ha detto di essere in disaccordo e che farà ricorso. La sentenza impone anche modifiche concrete alle piattaforme, tra cui il divieto di inviare notifiche push agli utenti minorenni tra le 22 e le 7, la rimozione del contatore dei "mi piace" per gli under 18 e un limite mensile di 90 ore di utilizzo per questa fascia d'età.

Mentre la giustizia americana disegna nuovi confini per il mondo digitale, in Italia il lutto tocca la cultura. Francesco Guccini è morto a 86 anni nella sua Pàvana, sull'Appennino tosco-emiliano, circondato dalla moglie Raffaella e dalla figlia Teresa. Considerato tra i più grandi cantautori italiani, forse il più grande, Guccini aveva esordito nel 1967 con Folk Beat numero 1 e aveva segnato decenni con canzoni come La locomotiva, Auschwitz e L'avvelenata, diventando colonna sonora di generazioni. Nel 2012 aveva chiuso la produzione discografica con L'ultima Thule, mantenendo la promessa di non tornare. La famiglia ha comunicato che le esequie si svolgeranno in forma strettamente privata, mentre una cerimonia commemorativa è prevista per settembre.

Sul fronte della guerra in Ucraina, la notte tra mercoledì e giovedì è stata tra le più intense degli ultimi mesi per Kyiv. La Russia ha lanciato 115 droni e 24 missili balistici. I droni sono stati in gran parte abbattuti, ma nessuno dei missili balistici è stato intercettato dalle difese aeree ucraine, ormai a corto di missili Patriot. Ventuno persone sono state uccise e decine ferite. Il presidente Zelensky ha dichiarato che i missili intercettori avrebbero potuto salvare le vite dei morti di quella notte, e ha ribadito che ogni giorno le vite degli ucraini dipendono dalla decisione dei partner europei e americani di fornire munizioni. In risposta, l'Ucraina ha colpito due raffinerie russe in profondità nel territorio nemico, la Bashneft-Novoil nella repubblica del Bashkortostan, a circa 1.300 chilometri dal confine, e la Slavneft-Yanos nella regione di Yaroslavl, a quasi 700 chilometri.

A proposito di Ceuta, la crisi migratoria non è ancora superata. Il presidente dell'exclave spagnola Juan Jesús Vivas ha detto al Parlamento europeo che tra 3.000 e 5.000 migranti si trovano ancora nel territorio, dopo che la settimana scorsa circa 78.000 persone avevano attraversato il confine dal Marocco in poche ore, con oltre 100 morti. Vivas ha descritto una situazione ancora di emergenza umanitaria e ha criticato la risposta del governo di Madrid come tardiva e insufficiente. Il commissario europeo per la migrazione Magnus Brunner ha invece elogiato la risposta della Spagna, pur avvertendo che la regolarizzazione di 500.000 migranti pianificata da Madrid non manda un buon segnale al resto d'Europa.

In Germania, la sentenza di un tribunale ha chiuso un altro caso legato al terrorismo di matrice islamista. Il 25enne afghano Farhad N è stato condannato all'ergastolo per aver investito con la sua auto una manifestazione sindacale a Monaco il 13 febbraio 2025, uccidendo una donna di 37 anni e la sua bambina di 2, e ferendo oltre 40 persone. Il tribunale regionale superiore di Monaco ha stabilito che la condanna è di natura particolarmente grave, rendendo molto difficile l'eventuale accesso alla libertà condizionale dopo 15 anni.

Ci sentiamo lunedì.

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