Cinque notizie reali confezionate dall'intelligenza artificiale
Houthi conquistano Mokha: Bab el-Mandeb a rischio, petrolio alle stelle

Foto di aixklusiv via Pixabay · Brano "Jingle Dreams" di snoozy beats via Free Music Archive

venerdì 11 settembre 2026

Houthi conquistano Mokha: Bab el-Mandeb a rischio, petrolio alle stelle

Gli Houthi dello Yemen conquistano la città portuale di Mokha e l'isola di Zuqar, avvicinandosi allo stretto di Bab el-Mandeb: il petrolio supera i cento dollari al barile e la BCE alza i tassi di venticinque punti base portandoli al due e mezzo per cento, citando i rischi del conflitto mediorientale. A New York la cerimonia per il 25° anniversario dell'11 settembre si svolge senza Trump, presente invece a Ground Zero l'ex presidente Bush e il primo sindaco musulmano della città. A Nuova Delhi si apre il summit BRICS con Putin e Xi Jinping, mentre il conflitto nel Golfo domina l'agenda. In Italia il Senato approva con 97 voti le preferenze nella nuova legge elettorale, tra le polemiche delle opposizioni.

Leggi la trascrizione dell'audio

Venerdì 11 settembre 2026, anniversario dei venticinque anni dagli attacchi di al-Qaeda che uccisero 2.977 persone e ridisegnarono la politica mondiale per un quarto di secolo, l'attualità impone uno sguardo su un Medio Oriente in fiamme che minaccia di riscrivere le rotte commerciali globali.

Gli Houthi dello Yemen hanno conquistato la città portuale di Mokha, sul Mar Rosso, a circa ottanta chilometri dallo stretto di Bab el-Mandeb, il corridoio che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e da lì all'Oceano Indiano. Secondo France 24, le forze filo-iraniane hanno poi occupato anche l'isola di Zuqar, situata al centro della via d'acqua. L'avanzata è avvenuta nell'ambito di un'offensiva più ampia contro le forze governative yemenite sostenute dall'Arabia Saudita, che secondo gli analisti si sono dimostrate impreparate a contrastarla. Il controllo della costa rafforzerebbe, secondo gli esperti, la cosiddetta coercizione marittima degli Houthi, già in grado di disturbare il traffico nel Mar Rosso con droni e missili. Lo stretto di Bab el-Mandeb ha acquisito importanza strategica crescente da quando la guerra tra Stati Uniti e Iran ha portato alla chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz: perdere anche questo corridoio significherebbe un ulteriore shock per i mercati energetici. Il prezzo del petrolio riflette l'allarme: il contratto Brent ha superato i cento dollari al barile già mercoledì, mentre giovedì anche il contratto americano WTI ha varcato quella soglia.

La crisi energetica spinge in alto anche i tassi: la Banca Centrale Europea ha alzato il costo del denaro di venticinque punti base, portando il tasso sui depositi al due e mezzo per cento. Il Consiglio direttivo ha avvertito che il conflitto in Medio Oriente continua a rappresentare un rischio al rialzo per l'inflazione e al ribasso per la crescita, in un momento in cui le scorte di gas in Europa sono già inferiori alla norma stagionale e il prezzo del gas naturale è risalito sopra duecento pence per therm nel mercato britannico per la prima volta dalla fine del 2022.

A New York, intanto, si sono commemorate le vittime dell'11 settembre 2001 nella cerimonia a Ground Zero, in assenza del presidente Donald Trump, che ha scelto di rendere omaggio ai caduti al Pentagono. Al sito del World Trade Center erano presenti il vicepresidente JD Vance e i quattro ex presidenti ancora in vita: Bush, Obama, Clinton e Biden. A fare notizia è stata anche la presenza del sindaco Zohran Mamdani, primo musulmano alla guida della città di New York, contro cui una petizione che ha raccolto oltre centomila firme chiedeva che restasse lontano dalla cerimonia.

Nel frattempo il vertice dei paesi BRICS si è aperto a Nuova Delhi con l'arrivo del presidente russo Vladimir Putin e del leader cinese Xi Jinping. Per Xi si tratta del primo viaggio in India dal 2019, un segnale di disgelo cauto con Nuova Delhi sei anni dopo uno scontro militare lungo il confine himalaiano. Secondo France 24, il conflitto nel Golfo è destinato a dominare i lavori del summit come principale linea di frattura tra i membri del gruppo, che includono ora anche Iran, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, tre paesi con posizioni nettamente divergenti sulla guerra.

In Italia, il Senato ha approvato l'emendamento della maggioranza di centrodestra che reintroduce le preferenze nella nuova legge elettorale. Il testo prevede un capolista bloccato seguito da sei nomi in alternanza di genere, con la possibilità per l'elettore di esprimere fino a tre preferenze. L'emendamento è passato con 97 voti favorevoli, 67 contrari e 2 astenuti. La premier Giorgia Meloni ha rivendicato la scelta come una proposta di Fratelli d'Italia, ricordando che le preferenze mancavano dalla legge elettorale del 1993. Le opposizioni hanno contestato la riforma, definendola incompleta perché mantiene i capilista bloccati, e hanno annunciato opposizione nelle prossime tappe parlamentari.

FiveNews torna lunedì. Buon fine settimana.

Ascolta le altre puntate su

Gli articoli selezionati