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venerdì 18 settembre 2026
Esperti ONU: crimini di guerra USA in Iran, prove sugli attacchi
Esperti ONU concludono di avere ragionevoli motivi per ritenere che gli Stati Uniti abbiano commesso crimini di guerra in Iran il 28 febbraio, con attacchi a una scuola primaria a Minab e a un complesso sportivo a Lamerd che causarono decine di vittime civili. In Russia aprono i seggi per le elezioni parlamentari, le prime dall'invasione dell'Ucraina, con la vittoria di Russia Unita data per scontata. In Svezia il premier Kristersson si è dimesso dopo la vittoria del centrosinistra di Andersson per appena 50.000 voti. La Commissione europea presenta l'EU Kids Act per limitare l'accesso dei minori ai social media. Il ministro Crosetto annuncia che la Marina italiana è pronta a operare nello Stretto di Bab el-Mandeb per proteggere le navi mercantili.
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Venerdì 18 settembre 2026. La giornata si apre con una denuncia formale che mette gli Stati Uniti di fronte a accuse gravissime davanti alla comunità internazionale.
Un gruppo di esperti indipendenti incaricati dall'ONU ha concluso, nella sua relazione al Consiglio per i Diritti Umani, di avere ragionevoli motivi per ritenere che gli Stati Uniti abbiano commesso crimini di guerra in Iran. I casi esaminati riguardano due attacchi del 28 febbraio, giorno in cui Washington e Israele lanciarono le operazioni contro Teheran. Il 1° attacco colpì la scuola primaria Shajareh Tayyebeh nella città meridionale di Minab, causando secondo le autorità locali almeno 156 morti, tra cui 120 bambini. Gli esperti hanno stabilito che la scuola era chiaramente identificabile e non aveva alcun uso militare, concludendo che si trattava del bersaglio intenzionale e non di danni collaterali. Il 2° attacco, nella città di Lamerd, disperse missili a frammentazione su un complesso sportivo e un'area residenziale, uccidendo almeno 21 civili. Il Pentagono ha negato di aver condotto raid su Lamerd quel giorno. La missione ha anche documentato la violenta repressione delle proteste di massa in Iran tra dicembre 2025 e gennaio 2026, con almeno 29 uomini giustiziati dopo processi sommari.
Mentre a New York si prepara l'Assemblea generale dell'ONU, la Russia ha aperto oggi i seggi per le elezioni parlamentari, un voto triennale che si svolge per la prima volta dall'invasione su larga scala dell'Ucraina. Il partito di Vladimir Putin, Russia Unita, è dato come vincitore praticamente certo dei 450 seggi della Duma. Secondo quanto riporta France 24, il Cremlino utilizzerà il risultato per rivendicare il sostegno popolare alla guerra e per avanzare le carriere politiche di quasi duecento veterani del conflitto. L'unico partito apertamente contrario alla guerra, Yabloko, è stato escluso dalla lista delle parti ammesse, e diversi suoi candidati nelle circoscrizioni individuali sono stati arrestati o squalificati nelle ultime settimane.
Dalla Svezia arriva una svolta politica inattesa. Il premier conservatore Ulf Kristersson si è dimesso giovedì dopo che la coalizione di centrosinistra guidata da Magdalena Andersson dei Socialdemocratici ha vinto le elezioni generali di domenica scorsa con un margine di circa 50.000 voti, conquistando 176 seggi nel Riksdag da 349. Il blocco di destra di Kristersson, che comprendeva anche i nazionalisti di estrema destra dei Democratici Svedesi, si è fermato a 173 seggi. Per la prima volta dal 2010 i Democratici Svedesi hanno perso consensi rispetto alle elezioni precedenti, cedendo tre punti percentuali. Andersson ha già avviato i negoziati con le altre forze di opposizione per formare un governo, ma le trattative potrebbero essere lunghe, come avvenne nel 2022 quando ci vollero 37 giorni.
Restando in Europa, la Commissione europea ha presentato giovedì la proposta di legge nota come EU Kids Act, volta a limitare l'accesso dei minori ai social media in tutta l'Unione. Il testo prevede il divieto assoluto di accesso alle piattaforme per i bambini sotto i 13 anni e un limite di un'ora al giorno tramite mini account collegati al profilo del genitore per i ragazzi tra i 13 e i 15 anni. Solo dai 15 anni in su si potrà aprire un profilo autonomo. La misura si estende a TikTok, Instagram, Snapchat, YouTube, chatbot di intelligenza artificiale e videogiochi online. Le aziende che non si adegueranno rischieranno sanzioni fino al 6 per cento del fatturato globale. La proposta dovrà essere approvata dagli Stati membri e dal Parlamento europeo, e supererà le leggi nazionali già adottate da paesi come Francia e Spagna.
Sul fronte italiano, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato che la Marina militare è pronta a garantire il passaggio delle navi mercantili italiane nello Stretto di Bab el-Mandeb, dove la pressione degli Houthi filoiraniani si è intensificata dopo la presa del porto yemenita di Mocha. Crosetto ha precisato che la decisione su quante unità inviare sarà valutata con il governo e con il Parlamento, ma ha già indicato che l'Italia non attenderà una risposta europea collettiva prima di agire. Nel frattempo, le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno annunciato di aver colpito e sequestrato una petroliera battente bandiera del Togo nello Stretto di Hormuz, definendo illegale la rotta seguita dall'imbarcazione.
A lunedì con FiveNews.
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