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Meloni chiede flessibilità a Bruxelles sul caro energia

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venerdì 2 ottobre 2026

Meloni chiede flessibilità a Bruxelles sul caro energia

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato una lettera alla presidente della Commissione europea von der Leyen chiedendo flessibilità sulle regole di bilancio per fronteggiare il caro energia, con il petrolio in euro quasi all'80 per cento in più rispetto all'inizio dell'anno. Gli Stati Uniti premono sull'Europa affinché rilasci le riserve strategiche di diesel, mentre Trump valuta un blocco alle esportazioni. In Ucraina, un attacco russo alle infrastrutture energetiche ha ucciso sette persone e droni hanno colpito il ponte Pivdennyi a Kiev. Nel Regno Unito è stato arrestato un uomo con doppia cittadinanza britannica e iraniana sospettato di voler attaccare la base di Fairford. In Francia, violente proteste studentesche hanno portato a 1.763 fermi in quattro giorni.

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Venerdì 2 ottobre 2026. Al centro della giornata c'è la pressione energetica che stringe l'Europa in una morsa sempre più difficile da governare, e che oggi obbliga l'Italia a portare la propria richiesta direttamente a Bruxelles.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato una lettera formale alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, chiedendo maggiore flessibilità sulle regole di bilancio europee per fronteggiare l'impatto dell'inflazione. Nella lettera, Meloni spiega che il prezzo del petrolio greggio in euro è superiore di quasi l'80 per cento rispetto all'inizio dell'anno e che il gas naturale costa il 156 per cento in più. Il reddito disponibile reale delle famiglie, scrive la premier, «sta subendo un duro colpo». Meloni chiede in particolare di poter usare parte delle entrate fiscali aggiuntive generate dall'inflazione per attenuare il caro energia in modo temporaneo e mirato, sottolineando che le regole attuali non lo consentono. Secondo il Corriere della Sera, Bruxelles ha risposto che la flessibilità è già stata concessa. Nel frattempo, a Piazza Affari il listino chiude con un passivo del 2,2 per cento, lo spread Btp-Bund sale oltre 118 punti base e l'euro scende sotto 1,13 dollari.

La crisi energetica non riguarda solo l'Italia. Gli Stati Uniti stanno valutando un possibile divieto sulle esportazioni di diesel, e il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha chiesto agli alleati europei di rendere disponibili le proprie riserve strategiche «immediatamente». Il presidente Trump ha detto di stare valutando «molto seriamente» il blocco delle esportazioni. I paesi dell'Unione europea si sono riuniti per discutere una risposta coordinata, mentre il commissario europeo al commercio Maros Sefcovic ha avvertito che un eventuale blocco avrebbe «conseguenze molto drammatiche» per l'economia del continente. I prezzi medi del diesel negli Stati Uniti sono saliti di oltre il 70 per cento dall'inizio della guerra contro l'Iran.

Dalla crisi energetica all'escalation militare: nel corso della notte tra mercoledì e giovedì, la Russia ha sferrato un attacco massiccio alle infrastrutture energetiche dell'Ucraina, colpendo impianti intorno a Kiev e in altre regioni. Sette persone sono rimaste uccise, tra cui un bambino. La rete elettrica ucraina ha subito blackout di emergenza per la prima volta dalla primavera. Giovedì mattina, due droni russi hanno poi colpito il ponte Pivdennyi sul fiume Dnipro a Kiev, uno dei principali attraversamenti della capitale, costringendo alla sospensione del trasporto metropolitano. Le autorità hanno riferito che i controlli preliminari non hanno rilevato danni strutturali critici. Il premier ucraino Serhii Koretskyi ha definito l'attacco combinato «il più grave dalla fine dell'ultima stagione di riscaldamento».

Restando in ambito di sicurezza, la polizia antiterrorismo britannica ha arrestato giovedì un uomo di 25 anni con doppia cittadinanza britannica e iraniana, sospettato di essere coinvolto nel presunto piano per attaccare la base aerea di Fairford, nel Gloucestershire, utilizzata dagli Stati Uniti per operazioni contro l'Iran. L'arresto è avvenuto a Westminster. In precedenza, cinque cittadini britannici fermati domenica nei pressi della base erano stati rilasciati su cauzione. Il primo ministro britannico Andy Burnham aveva già dichiarato di avere «forti indicazioni» di un coinvolgimento iraniano. La coordinatrice nazionale della polizia antiterrorismo, Vicki Evans, ha precisato che gli investigatori stanno esaminando «tutte le possibili angolazioni, incluso il coinvolgimento di uno stato straniero».

Infine, la Francia è scossa da quattro giorni di violente proteste negli istituti scolastici, con blocchi degli accessi, incendi e scontri tra studenti e forze dell'ordine. Ieri il bilancio dei fermati aveva raggiunto quota 1.763 persone, il 90 per cento delle quali minorenni, mentre 83 tra poliziotti e gendarmi risultavano feriti. A Marsiglia, secondo quanto denunciato dalla regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, il preside, il vicepreside e altri responsabili del liceo Victor Hugo sono stati aggrediti e cosparsi di benzina. A Nantes, la hall del liceo Nelson Mandela è stata distrutta da un incendio. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha convocato una riunione interministeriale d'urgenza. Gli studenti protestano contro la carenza di professori, le classi sovraffollate e le strutture fatiscenti.

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