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Israele al voto: nessuna maggioranza, partiti arabi ago della bilancia

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mercoledì 28 ottobre 2026

Israele al voto: nessuna maggioranza, partiti arabi ago della bilancia

Le elezioni israeliane del 27 ottobre hanno prodotto un parlamento senza maggioranza: i blocchi di Netanyahu e Eisenkot sono attestati intorno a 51 seggi ciascuno, con i partiti arabi israeliani a quota record di 17-18 seggi pronti a fare da ago della bilancia. I risultati definitivi arriveranno giovedì. Sul fronte diplomatico, il presidente finlandese Stubb e il premier norvegese Støre hanno telefonato a Putin discutendo dei colloqui di pace di novembre, senza progressi concreti. In Ucraina, un cessate il fuoco localizzato è in vigore a Oleshky, città bloccata da tre anni senza acqua né cibo. In Brasile, Flávio Bolsonaro è fuggito negli Stati Uniti dopo la confisca dei passaporti da parte della Corte Suprema. In Italia, un attacco hacker ha colpito i sistemi della Camera dei deputati.

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Mercoledì 28 ottobre 2026 si apre con l'incertezza che avvolge la politica israeliana: le prime elezioni parlamentari dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 hanno restituito un parlamento senza maggioranza chiara.

Come anticipato ieri, gli israeliani si sono recati alle urne martedì con un'affluenza del 77,7 per cento, la più alta dal 1999. I risultati definitivi non sono ancora disponibili: circa 650.000 voti cosiddetti a doppia busta, quelli di militari, diplomatici e pazienti ospedalieri, non saranno conteggiati prima di giovedì, con i risultati ufficiali attesi per il 4 novembre. Gli exit poll diffusi dalle tre principali reti televisive israeliane assegnano al blocco del premier uscente Benjamin Netanyahu e al blocco dell'ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot circa 51 seggi ciascuno, entrambi lontani dai 61 necessari per governare. Secondo il Corriere della Sera, i dati parziali ufficiali con un terzo delle schede scrutinate mostravano il blocco di Netanyahu a 59 seggi, ma questi numeri sono destinati a cambiare con il conteggio delle buste speciali. I partiti arabi israeliani, secondo gli exit poll, avrebbero ottenuto tra i 17 e i 18 seggi, il risultato migliore di sempre, e si profilano come potenziali arbitri nella formazione del governo. Netanyahu ha escluso di allearsi con loro, mentre Eisenkot potrebbe trattare. Il presidente Isaac Herzog dovrà consultare tutti i partiti prima di affidare l'incarico di formare un governo, un processo che in Israele ha richiesto in passato settimane o mesi.

Dall'Europa settentrionale arriva un segnale diplomatico inusuale sul conflitto ucraino. Il presidente finlandese Alexander Stubb e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre hanno telefonato martedì al presidente russo Vladimir Putin in una chiamata durata un'ora e mezzo, la prima tra leader europei e il Cremlino da quando il presidente francese Emmanuel Macron aveva fatto lo stesso nel 2025. Secondo Il Post, i due leader hanno parlato dei colloqui di pace previsti per novembre negli Emirati Arabi Uniti, senza ottenere sviluppi concreti: il governo russo ha confermato che Putin ha ribadito le proprie rivendicazioni sull'Ucraina. La chiamata non era stata concordata con gli altri leader europei né con le istituzioni dell'Unione Europea, suscitando qualche critica, tra cui quella del primo ministro svedese Ulf Kristersson, che ha auspicato maggiore coordinamento diplomatico.

In Ucraina, un cessate il fuoco localizzato è entrato in vigore nella città di Oleshky, nel sud del Paese, dove fino a 6.000 persone, tra cui 200 bambini, sono rimaste intrappolate senza cibo, acqua ed elettricità da tre anni. Secondo la BBC, la tregua è destinata a consentire la consegna di aiuti umanitari e un'evacuazione civile prevista per venerdì, ed è stata definita dalla Casa Bianca come un risultato ottenuto dalla first lady americana Melania Trump. Le vie di fuga dalla città sono minate e soggette ad attacchi con droni, rendendo la situazione estremamente pericolosa. Restano timori che il cessate il fuoco non regga.

In Brasile, Flávio Bolsonaro è fuggito dal Paese ed è arrivato negli Stati Uniti, ore dopo che la Corte Suprema brasiliana aveva ordinato la confisca dei suoi passaporti nell'ambito di un'indagine per riciclaggio di denaro. Secondo la BBC, Bolsonaro non ha rispettato la scadenza per consegnare i documenti alle autorità e le sue fonti lo hanno poi localizzato in Florida, dove si è incontrato con il fratello minore Eduardo. Un funzionario americano ha confermato che il Dipartimento di Stato ha concesso visti a Bolsonaro e alla sua famiglia. Bolsonaro non è stato formalmente incriminato e ha negato tutte le accuse. Nonostante il distacco di oltre 4,4 milioni di voti nella sconfitta di domenica contro il presidente Luiz Inácio Lula da Silva, non ha ancora riconosciuto il risultato elettorale.

In Italia, il sistema informatico della Camera dei deputati è stato colpito da un attacco hacker che ha compromesso le caselle di posta elettronica di diversi parlamentari, tra cui quella da deputata di Giorgia Meloni. Secondo Il Foglio, sono state violate anche le caselle del deputato Andrea Delmastro e di Paolo Formentini. Gli uffici della Camera hanno precisato che la situazione non ha carattere di emergenza e che sono state attivate tutte le misure di protezione in collaborazione con l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale. La Procura di Roma attende l'informativa della Polizia postale per aprire un'indagine per accesso abusivo a sistema informatico. Il Copasir ha chiesto informazioni urgenti all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

Domani torniamo con tutti gli aggiornamenti.

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