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Hormuz in fiamme, l'Italia nella coalizione anti-missile

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martedì 14 luglio 2026

Hormuz in fiamme, l'Italia nella coalizione anti-missile

Lo Stretto di Hormuz rimane al centro della crisi tra Stati Uniti e Iran: terza notte consecutiva di raid americani, attacco iraniano a petroliere emiratine con un morto, e annuncio di Trump di un blocco navale con prelievo del 20% sul cargo in transito. Sul fronte europeo, il vertice di Parigi della Coalizione dei volenterosi ha sancito la nascita di uno scudo anti-missile balistico con la partecipazione dell'Italia, mentre Volkswagen raddoppia i tagli al personale fino a 100mila esuberi. In Italia il governo attende la nomina del nuovo presidente Consob e il caldo record non dà tregua, con bollini rossi in sette città e picchi fino a 45 gradi in Sardegna giovedì.

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Cominciamo dallo Stretto di Hormuz, martedì 14 luglio 2026, dove la crisi tra Stati Uniti e Iran si è aggravata ulteriormente nelle ultime ore.

Nella notte gli Stati Uniti hanno condotto la terza ondata consecutiva di raid contro obiettivi militari iraniani, colpendo le aree di Bushehr, Chabahar, Jask, Konarak, Abu Musa e Bandar Abbas. Donald Trump, in un'intervista a Newsmax, ha affermato che dall'inizio delle operazioni militari lo scorso 28 febbraio le forze statunitensi avrebbero distrutto 159 imbarcazioni, circa 200 aerei e l'84 per cento della capacità produttiva di armamenti iraniana, sostenendo che Teheran sia stata riportata "in larga misura all'età della pietra". Nel frattempo, l'Iran ha risposto colpendo con missili e droni basi militari statunitensi in Bahrein, secondo quanto riferito dalla televisione di stato iraniana IRIB. Il punto più critico della giornata di lunedì è stato l'attacco con missili da crociera contro due petroliere degli Emirati Arabi Uniti nello stretto: un membro dell'equipaggio indiano è morto e otto persone sono rimaste ferite. I Pasdaran hanno rivendicato l'azione, sostenendo che le navi avessero disattivato i sistemi di navigazione e tentato di percorrere una rotta minata su istruzione americana. Trump ha annunciato che dal pomeriggio di oggi gli Stati Uniti imporranno un blocco navale ai porti iraniani con un prelievo del 20 per cento su tutto il cargo in transito nello stretto, proclamandosi "guardiani di Hormuz". Secondo Repubblica, l'ex inviato del Dipartimento di Stato David Aaron Miller ritiene che Trump si sia "cacciato in un angolo" e che forzare la riapertura dello stretto richiederebbe un intervento lungo e pericoloso. I prezzi del petrolio riflettono la tensione: il Brent ha già segnato un rialzo superiore al nove per cento lunedì, e stamane guadagna un ulteriore punto percentuale, sfiorando gli 84 dollari al barile.

Dalla diplomazia militare arriva invece una notizia che riguarda direttamente l'Italia. Ieri a Parigi, nella cornice degli Invalides, Emmanuel Macron ha riunito la Coalizione dei volenterosi con Zelensky, i vertici Ue e il segretario generale della Nato Rutte. Per l'Italia era presente il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Sul fronte più concreto, il vertice ha sancito la nascita di una coalizione europea per la difesa anti-missile balistico, sottoscritta da dieci paesi tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Ucraina. Il progetto prevede lo sviluppo di capacità condivise che affiancheranno i sistemi nazionali già in servizio, con un ruolo esplicito per Kyiv, che ha accumulato un'esperienza operativa unica. Secondo Il Sole 24 Ore, tra i sistemi italiani coinvolti figurano i Samp/T e il progetto Michelangelo Dome. Zelensky ha annunciato separatamente un accordo con Trump sulle licenze per la produzione del sistema Patriot. Francia e Ucraina hanno inoltre definito una tabella di marcia per la fornitura di 16 caccia Rafale e di nuove batterie Samp/T. Domani, per la prima volta, soldati ucraini sfileranno sulla parata del 14 luglio sugli Champs-Élysées. Il forfait di Giorgia Meloni al vertice, riferisce Repubblica, è stato giustificato dall'entourage della premier con la considerazione che "già si sono fatti tanti vertici", alimentando interrogativi sulle priorità dell'Italia nella coalizione.

Sul fronte interno, oggi il Consiglio dei ministri è atteso a pronunciarsi sulla nomina di Guido Stazi alla presidenza della Consob, l'authority di vigilanza dei mercati finanziari, a quattro mesi dalla scadenza del mandato del predecessore, come riferisce Il Sole 24 Ore.

Sul fronte economico, preoccupa la crisi di Volkswagen. Lunedì l'amministratore delegato Oliver Blume ha comunicato che i tagli al personale previsti nei prossimi anni raddoppiano rispetto alle stime di marzo, arrivando fino a 100mila esuberi su circa 660mila dipendenti totali. Il gruppo sta valutando la chiusura di quattro stabilimenti in Germania, tra cui quelli di Zwickau ed Emden, dedicati all'elettrico. I profitti del colosso sono crollati dai 22,6 miliardi del 2023 agli 8,9 miliardi del 2025. Il gruppo possiede marchi come Audi, Lamborghini e Ducati — brand che pesano sull'indotto italiano — e la crisi si intreccia con i dazi del 25 per cento imposti da Trump sulle auto prodotte fuori dagli Stati Uniti.

Infine, l'ondata di caldo non dà tregua all'Italia. Secondo Il Sole 24 Ore, il ministero della Salute ha emesso bollini rossi per sette città e arancioni per altre nove su 27 monitorate: nessuna è in verde. Il picco è atteso giovedì, con temperature che in Sardegna potrebbero toccare i 45 gradi. Una settimana da tenere d'occhio, dunque, tanto sul fronte geopolitico quanto su quello climatico.

A domani con FiveNews.

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