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martedì 21 luglio 2026
Bologna in piazza per Fakir, scontri nel centro storico
Bologna è al centro della giornata dopo una notte di scontri nel centro storico, scoppiati al margine di un presidio per la morte di Abderrahim Fakir, immobilizzato dalla polizia domenica al Pilastro. La Procura indaga per omicidio colposo. Sul fronte internazionale, gli Stati Uniti hanno condotto il decimo attacco consecutivo contro l'Iran nello Stretto di Hormuz, dove Teheran ha colpito due petroliere in risposta. In Mar Nero un cargo è stato affondato da missili russi con dieci morti. Andy Burnham è il nuovo primo ministro britannico, con John Healey cancelliere a sorpresa. L'Unione Europea multa AliExpress di cinquecentocinquanta milioni di euro per vendita di prodotti illegali.
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Martedì 21 luglio 2026. Al centro della giornata c'è Bologna, dove la serata di ieri si è chiusa con scene di guerriglia urbana nel pieno del centro storico.
Tutto è partito da un presidio convocato dal sindaco Matteo Lepore per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir, il quarantatreenne di origine marocchina deceduto domenica dopo essere stato immobilizzato dalla polizia in via Svevo, al quartiere Pilastro. La nipote Youssra, in lacrime, ha chiesto giustizia senza vendetta a nome della famiglia, che ha preso le distanze dagli episodi di violenza. Dal presidio si sono staccati gruppi di antagonisti che hanno dato fuoco a due auto della flotta comunale, eretto barricate usando transenne da cantiere e biciclette del servizio di sharing, e lanciato oggetti contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con idranti e lacrimogeni. Undici persone hanno avuto bisogno di cure mediche, tra manifestanti e poliziotti. La Procura di Bologna ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo e per la prima volta è stato applicato ai sei soggetti coinvolti nell'intervento lo scudo penale previsto dalla legge. Le bodycam degli agenti sono state sequestrate dagli inquirenti. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha definito la morte di Fakir un episodio drammatico e ha invitato ad attendere l'esito delle indagini, aggiungendo, secondo il Corriere della Sera, che convocare una manifestazione sfociata in aggressioni alle forze dell'ordine era stato un errore.
Passando al fronte internazionale, il conflitto tra Stati Uniti e Iran continua ad aggravarsi. Nella notte di lunedì l'esercito americano ha condotto il decimo attacco consecutivo contro l'Iran, colpendo centri di comando militari, installazioni missilistiche e sistemi di difesa aerea lungo lo Stretto di Hormuz. Trump aveva annunciato le operazioni come risposta alla morte di tre soldati americani, due in Giordania e uno in Iraq. L'Iran ha risposto dichiarando di aver colpito due petroliere in transito nello stretto, oltre a basi militari statunitensi in Bahrain e Kuwait. Il presidente iraniano Pezeshkian ha parlato di guerra totale con gli Stati Uniti, pur confermando, secondo la BBC, che canali diplomatici restano aperti attraverso intermediari. Il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz, arteria vitale per le forniture globali di petrolio, non risulta ancora interrotto.
Sempre in tema di sicurezza marittima, in Mar Nero la Russia ha intensificato gli attacchi ai cargo civili. La nave battente bandiera della Guinea-Bissau Golden Leo è stata colpita domenica da missili cruise russi al largo di Odessa: il bilancio è di dieci morti, tra cui quattro cittadini indiani e un pilota portuale ucraino. L'Ucraina esporta via mare oltre i due terzi dei suoi prodotti agricoli per un valore di circa nove miliardi di dollari, e gli attacchi russi sembrano mirare a scoraggiare le compagnie straniere dall'utilizzare il corridoio marittimo ancora aperto.
Nel frattempo il Regno Unito ha un nuovo primo ministro. Andy Burnham ha prestato giuramento ieri, dopo aver ottenuto il sostegno di trecentosettantanove dei quattrocentotre deputati laburisti. Nel suo primo discorso da Downing Street ha promesso i più grandi cambiamenti degli ultimi quarant'anni alla politica britannica e ha annunciato un piano decennale per il paese. La sua nomina più sorprendente è quella di John Healey a cancelliere dello Scacchiere, secondo la BBC: Healey aveva lasciato il governo Starmer solo due mesi fa, protestando per i tagli alla difesa. Ed Miliband passa dal ministero dell'Energia agli Esteri, mentre Angela Rayner torna al governo come ministra per le abitazioni.
In ambito commerciale, l'Unione Europea ha inflitto ad AliExpress una multa da cinquecentocinquanta milioni di euro, la più alta mai comminata in applicazione del Digital Services Act. Dopo una indagine durata due anni, la Commissione europea ha stabilito che la piattaforma di proprietà di Alibaba non ha adottato misure adeguate per impedire la vendita di prodotti illegali, come giocattoli non sicuri e capi contraffatti, e che i suoi sistemi di rilevamento non funzionavano correttamente. AliExpress ha definito la sanzione sproporzionata e ha annunciato ricorso.
A domani con FiveNews.
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