Foto di Jeffrey Zhang via Unsplash · Brano "Jingle Dreams" di snoozy beats via Free Music Archive
mercoledì 22 luglio 2026
Fakir, Bologna sotto shock: proteste e scontri con la polizia
La morte di Abderrahim Fakir a Bologna durante un fermo di polizia scuote l'Italia: migliaia in piazza, scontri con le forze dell'ordine e un'indagine per omicidio colposo. In Ucraina, Zelensky destituisce il generale Syrsky e nomina Drapatyi al vertice delle forze armate dopo giorni di proteste. Sul fronte internazionale, gli Stati Uniti conducono l'undicesima notte di raid sull'Iran mentre Trump minaccia di colpire un sito nucleare sotterraneo. La Francia diventa il primo paese europeo a vietare i social media ai minori di quindici anni. L'Unione europea multa AliExpress con una cifra record di cinquecentocinquanta milioni di euro per vendita di prodotti illegali.
Leggi la trascrizione dell'audio
Mercoledì 22 luglio 2026. Al centro della giornata c'è l'Italia, con una vicenda che sta dividendo il paese e riaccendendo il dibattito su sicurezza e diritti.
Abderrahim Fakir, quarantadue anni, di origine marocchina ma residente in Italia dall'età di cinque anni, è morto domenica a Bologna mentre veniva immobilizzato da due agenti di polizia intervenuti nel quartiere Pilastro dopo segnalazioni di comportamento agitato. Un video diffuso dai media italiani mostra gli agenti seduti su Fakir mentre lui, a terra, chiede aiuto e li supplica di fermarsi. Circa due minuti dopo, smette di muoversi. La Procura di Bologna ha aperto un'indagine per omicidio colposo a carico degli agenti e dei sanitari presenti. Lunedì sera migliaia di persone sono scese in piazza a Bologna per chiedere giustizia. Una parte del corteo, circa cento manifestanti, si è poi scontrata con la polizia e ha dato fuoco a due auto. Secondo i pm, sessantaquattro agenti sono rimasti feriti negli scontri. La premier Giorgia Meloni ha definito la morte di Fakir un fatto da investigare con rigore, ma ha aggiunto che nulla può giustificare la violenza contro le forze dell'ordine. La nipote di Fakir, Yossra, che era sul palco della manifestazione pacifica, ha detto: «Non era un numero, era amato e meritava dignità».
Dall'Ucraina arriva invece una notizia che cambia gli equilibri al vertice militare del paese in guerra. Il presidente Volodymyr Zelensky ha destituito il generale Oleksandr Syrsky, comandante in capo delle forze armate, dopo giorni di proteste di piazza che ne chiedevano la rimozione. Le manifestazioni erano esplose in seguito al licenziamento del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, trentacinque anni, molto popolare per aver trasformato l'esercito ucraino puntando su droni e tecnologia. Al posto di Syrsky è stato nominato il generale Mykhailo Drapatyi, quarantatré anni, descritto come un comandante esperto e innovatore, vicino all'approccio di Fedorov. Zelensky ha detto di aver incontrato Fedorov e di avergli offerto un incarico, senza però specificare quale.
Lo scenario internazionale è dominato dalla crisi tra Stati Uniti e Iran. Nella notte tra martedì e mercoledì gli Stati Uniti hanno condotto l'undicesima notte consecutiva di raid militari sull'Iran, colpendo centri operativi, depositi di droni e infrastrutture logistiche con l'obiettivo dichiarato di garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Esplosioni sono state segnalate a Teheran, Tabriz, Chabahar e Bushehr, dove si trova l'unica centrale nucleare iraniana del paese. Donald Trump ha anticipato che le forze americane colpiranno presto un sito nucleare sotterraneo nei pressi di Natanz, definito da Teheran un atto di espansione della guerra. Il segretario di Stato Marco Rubio, intervenendo a Manila davanti all'Associazione delle nazioni del Sud-Est Asiatico, ha avvertito che permettere a uno stato di controllare una via d'acqua internazionale creerebbe un precedente pericoloso in tutto il mondo. Il costo della guerra per gli Stati Uniti ha raggiunto trentasette miliardi e mezzo di dollari, secondo quanto dichiarato dal segretario alla Difesa Pete Hegseth.
Sul fronte europeo, la Francia diventa il primo paese dell'Unione europea a vietare l'accesso ai social media ai minori di quindici anni. Il parlamento francese ha approvato il testo martedì: dal primo settembre i minori non potranno creare nuovi account sulle piattaforme interessate, mentre quelle già esistenti dovranno essere eliminate entro quattro mesi. La legge non specifica ancora con quali sistemi verrà verificata l'età degli utenti né a quali piattaforme si applicherà esattamente: sarà il ministero competente a stilare l'elenco. Il provvedimento arriva in un contesto europeo in rapida evoluzione sul tema della tutela dei minori online.
Infine, l'Unione europea ha comminato ad AliExpress una multa record da cinquecentocinquanta milioni di euro per aver consentito la vendita di prodotti illegali sulla sua piattaforma: giocattoli non sicuri, capi di abbigliamento contraffatti e cosmetici pericolosi. La Commissione europea ha accertato che i sistemi di controllo del gigante cinese dell'e-commerce, di proprietà di Alibaba, non funzionavano correttamente e che i venditori scorretti non venivano sanzionati in modo efficace. AliExpress, che conta centonovantatré milioni di utenti in Europa, ha annunciato ricorso contro la decisione, definendola sproporzionata. È la multa più alta mai inflitta ai sensi del Regolamento europeo sui servizi digitali.
A domani con FiveNews.
Gli articoli selezionati
- Dozens hurt in Bologna protests after man dies while being restrained by police — BBC News
- Zelensky sacks Ukraine's top army commander after days of protests — BBC News
- US renews strikes on Iran as Trump threatens to attack underground nuclear site — BBC News
- La Francia vieterà alcuni social media ai minori di 15 anni — Il Post
- AliExpress fined record €550m by EU for allowing sale of illegal goods — BBC News