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lunedì 3 agosto 2026
Crisi di Ceuta: l'Europa divisa al vertice di emergenza
La crisi di Ceuta domina la scena europea: oltre 50.000 migranti hanno attraversato il confine tra Marocco e l'enclave spagnola in meno di ventiquattro ore, causando almeno 72 morti. L'Unione Europea si riunisce in un vertice d'emergenza tra tensioni profonde: ventidue Paesi guidati da Italia e Germania chiedono misure più dure, mentre la Spagna di Sánchez accusa alcuni governi di agire per motivi politici. In Italia un terremoto di magnitudo 4,7 colpisce i Campi Flegrei. L'Ucraina attacca raffineria e base aerea strategica in Russia. Otto italiani della Brianza muoiono in un incidente aereo sulle Linee di Nazca in Perù.
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Lunedì 3 agosto 2026. Al centro della giornata c'è il vertice di emergenza dei ministri degli Interni europei convocato per oggi a Bruxelles, dopo la crisi migratoria che ha investito Ceuta, l'enclave spagnola in territorio marocchino.
Tra il 30 e il 31 luglio scorsi, oltre 50.000 persone hanno attraversato il confine in meno di ventiquattro ore, sommergendo una città di 85.000 abitanti. Il bilancio dei morti ha raggiunto almeno 72 persone, tra annegati e schiacciati nel tentativo di superare la barriera del frangifluente. La gran parte dei migranti è rientrata in Marocco: secondo fonti spagnole, più di 73.000 persone hanno già lasciato il territorio. Rimangono però migliaia di minori non accompagnati, con circa 1.500 nei centri di accoglienza già al collasso e altrettanti per le strade.
La crisi ha aperto una frattura profonda in seno all'Unione Europea. Ventidue Stati membri, guidati da Italia e Germania, hanno firmato una lettera congiunta chiedendo misure più severe sui confini esterni e l'eliminazione di politiche che possano fungere da fattore di attrazione per i flussi irregolari. Il governo Meloni ha sospeso gli accordi Schengen con la Spagna per mare e aria, mossa che secondo il Sole 24 Ore si traduce in controlli mirati sui cittadini extracomunitari in arrivo da Madrid. La Spagna ha risposto con durezza: il premier Pedro Sánchez ha scritto alla Commissione europea accusando alcuni governi di agire per "pregiudizio, disinformazione e interesse politico". Francia, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda si sono schierati con Madrid. Secondo il Corriere della Sera, si fa strada l'ipotesi che il Marocco abbia allentato i controlli di frontiera come forma di pressione sulla Spagna, in risposta alla visita di Sánchez ad Algeri e alle tensioni sul Sahara Occidentale. I migranti stessi, raccolti dall'inviata del Corriere, parlano di essere stati "usati come proiettili".
Mentre l'Europa si divide su Ceuta, l'Italia fa i conti con una seconda emergenza. Venerdì sera un terremoto di magnitudo 4,7 ha colpito l'area dei Campi Flegrei, a ovest di Napoli: è il sisma più forte degli ultimi quarant'anni in quella zona. Almeno 26 persone sono rimaste ferite, cinque delle quali ricoverate in ospedale. Circa 300 residenti di Pozzuoli sono stati evacuati dopo che il crollo parziale di un edificio e alcune frane hanno reso nove stabili inagibili. Il porto di Pozzuoli è rimasto fuori uso e i collegamenti con le isole sospesi. Il ministro della Protezione civile Nello Musumeci ha invitato alla cautela, precisando che l'attività vulcanica non può ancora dirsi conclusa.
Sul fronte della guerra in Ucraina, nella notte tra sabato e domenica le forze ucraine hanno colpito la raffineria di Saratov e l'aeroporto militare di Engels, entrambi a circa 600 chilometri dal confine ucraino. Secondo Kyiv, quella base ospitava i bombardieri strategici Tu-95 e Tu-160 usati per lanciare missili sull'Ucraina. Mosca ha confermato otto morti nelle incursioni ucraine e ha dichiarato di aver abbattuto o intercettato 635 droni. Nella stessa notte la Russia ha attaccato due porti e due navi ucraine nel Mar Nero. A tutto ciò si aggiunge un attentato nel centro di Mosca: nella serata del 1° agosto un'esplosione in un ristorante italiano ha causato almeno cinque morti e decine di feriti.
Infine, una tragedia italiana all'estero. Sull'aereo turistico precipitato in Perù sopra le Linee di Nazca hanno perso la vita otto italiani provenienti dalla Brianza: le famiglie Angelucci di Seregno e Gianturco di Monza. Tra le vittime ci sono due coppie di cinquantenni e tre giovani, tra cui Lorenzo Angelucci, ingegnere laureato al Politecnico di Milano appena un mese fa, e i fratelli Matteo e Pietro Gianturco, di 24 e 18 anni. Paolo Gianturco era partner di Deloitte e collaborava con l'Università Bocconi. La zona di Nazca è nota per venti deserti forti e l'aeroporto aveva sospeso i voli il giorno precedente per raffiche superiori ai 40 chilometri orari prima di riaprire.
Ci sentiamo domani con FiveNews.
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