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Crisi di Ceuta divide l'Europa sulla gestione dei migranti

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martedì 4 agosto 2026

Crisi di Ceuta divide l'Europa sulla gestione dei migranti

La crisi di Ceuta domina il dibattito europeo: dopo l'arrivo di circa sessantamila migranti nell'exclave spagnola e la morte di almeno 88 persone, la grande maggioranza è tornata in Marocco, ma lo scontro politico tra gli stati membri è aperto. L'Italia ha reintrodotto controlli alla frontiera con la Spagna, 22 leader hanno firmato una lettera critica verso Sánchez, mentre von der Leyen chiede confini più forti. Sul fronte ucraino, un drone ha colpito una spiaggia russa sul Mar Nero uccidendo sette persone. Cresce il timore di una nuova mobilitazione militare russa dopo le elezioni di settembre. In Europa la siccità porta fiumi ai minimi storici, con conseguenze su energia, trasporti e agricoltura.

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È martedì 4 agosto 2026 e l'Europa si ritrova ancora a fare i conti con le conseguenze della crisi di Ceuta, l'exclave spagnola in Africa che la settimana scorsa ha vissuto uno degli episodi migratori più drammatici degli ultimi anni.

In appena ventiquattr'ore, tra il 30 e il 31 luglio, circa sessantamila persone hanno attraversato il confine tra il Marocco e Ceuta, sommergendo una città di 84 mila abitanti. Il bilancio definitivo parla di almeno 88 morti sul lato spagnolo e 11 su quello marocchino. In pochi giorni la grande maggioranza dei migranti è tornata in Marocco, con le autorità spagnole che stimano circa 69 mila rientri. Ma la crisi politica che ne è seguita è tutt'altro che conclusa.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha scritto al premier spagnolo Pedro Sánchez chiedendo di rafforzare i confini esterni dell'Unione, incluso il ricorso a barriere fisiche. Lunedì si è tenuto un incontro straordinario in videoconferenza tra i ministri dell'Interno europei per trarre le prime lezioni dall'episodio. Nel frattempo l'Italia ha reintrodotto controlli selettivi alle frontiere marittime e aeree con la Spagna, una mossa che Madrid ha aspramente criticato. Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha definito irresponsabile l'atteggiamento del governo italiano, ricordando le crisi ripetute di Lampedusa. Il governo Meloni ha risposto citando un calo degli sbarchi irregolari dell'82 per cento rispetto al 2023. Secondo il Foglio, 22 leader europei, tra cui Meloni e la premier danese Mette Frederiksen, hanno firmato una lettera che critica le politiche di regolarizzazione di Sánchez, mentre solo Francia, Portogallo, Irlanda e Lussemburgo si sono rifiutati di firmare.

Nella città restano circa 2.500 persone, tra cui 862 minori non accompagnati in strutture con una capienza ufficiale di soli 29 posti. Secondo il Corriere della Sera, un'adolescente di 17 anni di Tangeri è riuscita a raggiungere Ceuta a nuoto, mentre il suo fratellino è annegato e la madre è dispersa.

Sul fronte del conflitto in Ucraina, un drone ha colpito una spiaggia affollata nei pressi del villaggio di Arkhipo-Osipovka, sul Mar Nero, nella regione russa di Krasnodar. Sette persone sono morte, tre delle quali erano bambini, e quaranta sono rimaste ferite. Il governatore regionale ha accusato l'Ucraina di un attacco deliberato contro civili. Kiev non ha commentato. Alcuni canali ucraini hanno ipotizzato che il drone sia precipitato a causa di disturbi elettronici che ne avrebbero interrotto il segnale.

Sempre sulla guerra, analisti militari e osservatori ritengono sempre più probabile che il presidente russo Vladimir Putin stia preparando una nuova mobilitazione militare dopo le elezioni legislative del 18-20 settembre. Nel 2026 gli arruolamenti volontari si sono ridotti di un terzo rispetto all'anno precedente. Sul motore di ricerca russo Yandex le ricerche relative all'esenzione dal servizio militare sono quasi raddoppiate solo nel mese di luglio, secondo Il Post.

Passando alla crisi ambientale, il Reno ha toccato venerdì livelli minimi record al punto di misurazione di Kaub, vicino a Coblenza, con una profondità navigabile di soli 25 centimetri, eguagliando il minimo storico del 2018. La situazione ha effetti diretti sui costi del trasporto merci fluviale. Anche il Danubio ha raggiunto i livelli più bassi degli ultimi trent'anni in diversi paesi. In Romania è stata effettuata un'esplosione controllata sul letto del fiume per aumentare il flusso d'acqua verso la centrale nucleare di Cernavodă. Due stabilimenti automobilistici, Dacia e Ford, hanno sospeso temporaneamente la produzione per ridurre i consumi energetici. Il Po italiano ha toccato un minimo storico vicino a Cremona, con rischi per l'irrigazione e l'acqua potabile nell'intera Pianura Padana.

A domani con FiveNews.

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