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mercoledì 9 settembre 2026
Escalation USA-Iran: petroliere distrutte e missili sulla Giordania
Le forze statunitensi distruggono cinque petroliere iraniane nel Golfo, in risposta ad attacchi missilistici iraniani contro una nave da guerra americana. L'Iran reagisce colpendo una base Usa in Giordania e minaccia ulteriori attacchi; il Brent supera i 99 dollari. A Kiev un drone russo colpisce la sede di un canale televisivo in diretta: cinque morti in totale. Il Regno Unito, insieme ad altri undici paesi, impone sanzioni agli insediamenti israeliani in Cisgiordania; Israele chiude il consolato britannico a Gerusalemme. Sul fronte commerciale, gli Usa vietano l'importazione di alcolici, motociclette e latticini canadesi, intensificando la guerra dei dazi con Ottawa. In Germania, l'AfD trionfa in Sassonia-Anhalt con il 43,8 per cento, scuotendo i partiti di governo.
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È mercoledì 9 settembre 2026, e la giornata si apre sullo sfondo di una pericolosa escalation militare nel Golfo Persico, mentre sul fronte diplomatico europeo le tensioni non si allentano.
Forze statunitensi hanno distrutto cinque petroliere iraniane nel Golfo dell'Oman e nei pressi dell'isola di Kharg, in risposta agli attacchi con missili balistici che l'Iran aveva condotto contro una nave da guerra americana nei due giorni precedenti. L'Iran ha reagito lanciando missili contro una base militare statunitense in Giordania: l'esercito giordano ha dichiarato di aver abbattuto diciotto dei venti missili lanciati, mentre due sono caduti in zone disabitate. Teheran ha inoltre minacciato di colpire petroliere nei porti del Kuwait e del Bahrein, intimando agli equipaggi di abbandonare le navi. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha chiarito la logica di Washington: ogni attacco iraniano a navi della marina statunitense comporterà la perdita di ulteriori petroliere. Il prezzo del greggio di riferimento Brent ha superato i 99 dollari al barile nelle contrattazioni asiatiche.
Parallela all'escalation nel Golfo, la guerra in Ucraina continua a bruciare. Un drone russo ha colpito la sede del canale televisivo ucraino We Are Ukraine a Kiev durante una trasmissione in diretta, ferendo almeno cinque persone. Il presidente Zelensky ha definito l'attacco una deliberata aggressione contro i giornalisti. In totale, cinque persone sono morte nei raid russi notturni e diurni sulla capitale. Putin e Trump hanno avuto una telefonata di un'ora giudicata dal Cremlino costruttiva, ma i colloqui degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner a Mosca e Kiev nel fine settimana non hanno prodotto progressi concreti.
Sul fronte diplomatico occidentale, il Regno Unito ha annunciato un nuovo regime di sanzioni contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, insieme a undici altri paesi tra cui Francia, Canada, Spagna e Norvegia. Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha dichiarato in Parlamento che il governo ritiene l'occupazione israeliana della Cisgiordania illegale e che le relazioni economiche del paese devono riflettere questa posizione, citando lo sviluppo previsto nell'area E1 come fattore che renderebbe impraticabile una soluzione a due Stati. Israele ha risposto annunciando la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme e vietando l'ingresso nel paese a undici parlamentari britannici.
Nel campo commerciale, la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Canada si intensifica ulteriormente. Gli Stati Uniti hanno annunciato il divieto di importazione di una vasta gamma di prodotti canadesi, tra cui alcolici, motociclette e latticini, con effetto dal 29 settembre. La mossa è arrivata dopo che i dazi canadesi di ritorsione su circa venti miliardi di dollari di merci americane sono entrati in vigore nella notte tra lunedì e martedì. Il primo ministro canadese Mark Carney ha ribadito la volontà di difendere la sovranità economica del paese, avvertendo che il cambiamento di rotta avrà un costo ma che restare fermi ne avrebbe uno maggiore.
In Germania, la vittoria dell'AfD in Sassonia-Anhalt continua a fare onda. Il partito di estrema destra ha ottenuto il 43,8 per cento dei voti, conquistando la prima posizione in un Land tedesco. Il cancelliere Friedrich Merz ha riconosciuto pubblicamente che i partiti moderati che compongono il governo sono seriamente minacciati e ha ammesso che la Germania dovrà probabilmente fare i conti con un premier di estrema destra in quella regione. Resta aperta la questione di come formare un governo: l'AfD non ha raggiunto la maggioranza assoluta, ma cresce la pressione a lasciare che il partito governi il Land.
A domani con FiveNews.
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