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giovedì 8 ottobre 2026
Morta Maricarmen Abascal, simbolo delle proteste sulla casa in Spagna
Maricarmen Abascal, l'87enne il cui sfratto aveva scatenato le proteste per la casa in Spagna, è morta senza poter tornare nel suo appartamento di Madrid: un accordo era stato raggiunto ma è arrivato tardi. La crisi aperta dalla sua vicenda aveva già portato a elezioni anticipate per il 29 novembre. In Francia le proteste studentesche continuano: il governo ha sospeso l'uso dei lacrimogeni dopo che un quindicenne ha perso una mano. In Ucraina un missile russo ha colpito un palazzo a Pryluky uccidendo 19 persone, tra cui cinque bambini. Il Nobel per la Chimica è andato al francese Henri Kagan e al giapponese Kenso Soai per i loro studi sull'omochirialità. In Italia il presidente Mattarella ha graziato il gioielliere Guido Gianni e altre due persone.
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Giovedì 8 ottobre 2026. Tre notizie che arrivano dall'Europa e dal mondo tengono banco questa mattina, insieme a sviluppi interni che toccano da vicino il dibattito politico italiano.
È morta Maricarmen Abascal, la pensionata di 87 anni il cui sfratto forzato il 23 settembre aveva acceso le proteste per il diritto alla casa in tutta la Spagna. Abascal viveva nel suo appartamento di Madrid da settant'anni, ma dopo che la società proprietaria aveva quasi quintuplicato il canone mensile, portandolo da 500 a oltre 2.000 euro, tre tentativi di sfratto erano stati bloccati dai tribunali prima che il quarto andasse a segno. La causa della morte non è stata comunicata. Un accordo che avrebbe permesso alla donna di tornare a casa era stato raggiunto, ma, come ha scritto il Sindicato de Inquilinas, «è arrivato troppo tardi». La sua vicenda aveva già provocato un terremoto politico: le proteste di piazza hanno fatto naufragare in Parlamento i decreti d'urgenza sulla casa proposti dal premier Pedro Sánchez, che ha poi convocato elezioni anticipate per il 29 novembre. Lo stesso Sánchez ha espresso mercoledì le condoglianze alla famiglia su X.
Dalle proteste per la casa spagnola alle proteste per la scuola francese: il governo di Parigi deve fare i conti con una crisi studentesca che non accenna a placarsi. Il ministro dell'Interno Laurent Nuñez ha sospeso l'uso dei gas lacrimogeni contro i manifestanti davanti alle scuole dopo che un ragazzo di 15 anni ha perso una mano in un incidente durante le proteste a Lens lunedì. Il premier Sébastien Lecornu ha difeso in un discorso televisivo l'operato delle forze dell'ordine, negando che avessero ricevuto ordini di caricare i giovani, e ha promesso proposte concrete entro la fine di ottobre. Secondo il ministero dell'Istruzione, 24 istituti sono stati danneggiati o incendiati in misura tale da restare chiusi per settimane, coinvolgendo 30.000 studenti. I sindacati studenteschi hanno convocato una quarta giornata di protesta per giovedì a Parigi e in altre città.
Sul fronte della guerra in Ucraina, un missile russo ha colpito nella notte tra martedì e mercoledì un palazzo di cinque piani a Pryluky, città a est di Kiev, uccidendo 19 persone tra cui cinque bambini, tre dei quali erano neonati di un anno. Il bilancio delle vittime in tutto il Paese è salito a 25, con ulteriori morti a Kiev, Kremenchuk e Oleksandriya. Più di 430 abitazioni sono rimaste danneggiate. Il presidente Zelensky ha definito l'attacco uno dei «colpi più vili» della Russia, osservando che è avvenuto nel giorno del 74° compleanno di Vladimir Putin. Mosca non ha commentato l'attacco a Pryluky, ma ha detto che la sua «offensiva massiccia» prendeva di mira le industrie militari.
A Oslo si guarda al Nobel per la Chimica: il premio 2026 è stato assegnato al francese Henri Kagan e al giapponese Kenso Soai per la scoperta degli effetti non lineari e dell'autocatalisi nella sintesi organica asimmetrica. Le loro ricerche hanno spiegato come in natura emerga spontaneamente la cosiddetta «omochirialità», cioè il fatto che le molecole biologiche esistano quasi esclusivamente in una delle due forme a specchio possibili, un mistero chimico vecchio di oltre un secolo. Il comitato Nobel ha sottolineato che le loro scoperte sono state determinanti per lo sviluppo dei processi di sintesi farmaceutica.
In Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato tre decreti di grazia. Tra i beneficiari c'è Guido Gianni, gioielliere di Nicolosi, in provincia di Catania, condannato in via definitiva a 12 anni e quattro mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo nel 2008, quando i tre fecero irruzione nella sua gioielleria armati di una pistola a salve. Gianni, che si trova ai domiciliari per motivi di salute e aveva già scontato cinque anni e tre mesi, si è visto estinguere tre anni e due mesi di pena residua. La grazia non mette in discussione la sentenza di condanna ma incide sull'esecuzione della pena: la parte restante, inferiore a quattro anni, potrà essere scontata in affidamento in prova. Gli altri due graziati erano stati condannati per reati legati agli stupefacenti, e in entrambi i casi sono state determinanti le condizioni di salute.
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Gli articoli selezionati
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