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lunedì 26 ottobre 2026
Lula vince in Brasile, Bolsonaro chiede l'annullamento del voto
Lula vince il ballottaggio presidenziale in Brasile con il 51,8 per cento dei voti, ma Flávio Bolsonaro non riconosce il risultato e chiede l'annullamento del voto, aprendo una fase di forte instabilità. In Serbia la Lista degli Studenti ottiene il 52 per cento con affluenza record, ponendo fine a quattordici anni di dominio di Vučić. In Italia il congresso della Lega riconferma Salvini segretario con il 75 per cento dei voti, ma la sua richiesta di stop alle armi all'Ucraina crea tensioni con Meloni. Sull'epidemia di Ebola emergono nuove incertezze sull'origine del caso nigeriano. In Francia 400.000 persone scendono in piazza, con quasi mille arresti e violenze nelle grandi città.
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Buongiorno, è lunedì 26 ottobre 2026 e i riflettori internazionali sono puntati sul Brasile, sulla Serbia e su una crisi sanitaria in espansione.
Luiz Inácio Lula da Silva ha vinto il ballottaggio presidenziale in Brasile, ottenendo il 51,8 per cento dei voti contro il 48,2 del senatore Flávio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente Jair, condannato a 27 anni di carcere per il tentato golpe del 2022. Secondo il Corriere della Sera, la rimonta di Lula — partito dal secondo posto al primo turno, con il 45 per cento contro il 47 di Bolsonaro — è la prima nella storia democratica del Brasile. Le operazioni di voto si sono complicate nel pomeriggio: la Corte Suprema ha esteso l'orario dei seggi di due ore, accogliendo richieste che arrivavano da entrambi i candidati. Flávio Bolsonaro ha però dichiarato di non riconoscere il risultato, contestando la proroga come una «truffa», e ha annunciato ricorso per l'annullamento del voto. Anche il presidente americano Donald Trump ha messo in dubbio la regolarità dello spoglio. Secondo France 24, Lula dovrà affrontare un Congresso dominato dal Partito Liberale dei Bolsonaro, un debito pubblico superiore all'80 per cento del prodotto interno lordo e tensioni con Washington, che ha già imposto dazi sul Brasile.
Come anticipato venerdì, in Serbia le elezioni parlamentari si sono concluse con una svolta storica. La Lista degli Studenti ha ottenuto il 52 per cento dei voti, conquistando tra 135 e 140 seggi su 250, con un'affluenza record vicina al 70 per cento, la più alta dalla dissoluzione della Jugoslavia nel 1992. Aleksandar Vučić ha ammesso la sconfitta già nelle prime ore dello spoglio. Nelle strade di Belgrado, Novi Sad e altre città migliaia di persone hanno festeggiato cantando e ballando. Il movimento studentesco era nato spontaneamente dopo il crollo della tettoia della stazione di Novi Sad nel 2024, che causò la morte di sedici persone, ed è cresciuto in una protesta contro la corruzione che ha cambiato il volto della politica serba.
In Italia, il congresso straordinario della Lega ha confermato Matteo Salvini segretario con 465 voti contro i 146 del rivale Massimo Garavaglia, pari a circa il 75 per cento dei delegati. Secondo Il Foglio, Salvini ha annunciato che chiederà in Consiglio dei ministri di fermare l'invio di soldi e armi all'Ucraina, posizione che secondo La Repubblica ha spinto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a chiamarlo direttamente per dirgli che «così la mette in difficoltà». Giorgetti, che secondo Il Foglio tifava per Garavaglia, ha dichiarato di credere in «una Lega nazionale ma non nazionalista». La corrente interna che ha sostenuto Garavaglia vale circa il 20 per cento del partito.
Sul fronte dell'epidemia di Ebola, nuovi sviluppi rispetto a quanto riportato venerdì. Secondo The Guardian, le autorità sanitarie stanno cercando di determinare come la paziente in Nigeria — moglie di un diplomatico svizzero, di origini ugandesi e residente ad Abuja — abbia contratto il virus. Il ministero svizzero degli esteri ha precisato che la donna non si era recata nella Repubblica Democratica del Congo, dove l'epidemia è stata rilevata per la prima volta a metà maggio, ma aveva viaggiato in Uganda con il marito. Questa informazione contraddice quanto dichiarato in precedenza dalle autorità ugandesi, che sostenevano lei avesse visitato il Congo orientale. L'Organizzazione Mondiale della Sanità sta ancora indagando sulla fonte dell'infezione. L'epidemia, causata dalla rara variante Bundibugyo, ha infettato oltre 9.500 persone e ucciso quasi la metà.
In Francia, le manifestazioni di sabato 25 ottobre hanno portato in piazza circa 400.000 persone in tutto il Paese, con 110.000 a Parigi secondo la polizia. Il ministro dell'interno Laurent Nunez ha comunicato quasi 1.000 arresti, con il numero destinato ad aumentare, e ha segnalato un «livello di violenza estremamente elevato» da parte di gruppi di estrema sinistra. Due persone sono rimaste gravemente ferite, tra cui un ventenne che ha perso alcune dita. Proteste con scontri si sono registrate anche in altre città europee: in Spagna più di 120 persone sono state arrestate a Barcellona, in Albania la polizia ha usato gas lacrimogeno a Tirana, e a Milano un massiccio dispiegamento di forze dell'ordine ha impedito la ripetizione delle violenze della settimana precedente.
Torniamo domani con tutti gli aggiornamenti.
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