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Nuovi dazi Usa sul lavoro forzato colpiscono 60 Paesi

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venerdì 24 luglio 2026

Nuovi dazi Usa sul lavoro forzato colpiscono 60 Paesi

Entrano in vigore i nuovi dazi americani tra il dieci e il 12,5 percento su sessanta Paesi, tra cui l'Unione Europea, il Canada e il Giappone, con la motivazione ufficiale di contrastare le importazioni prodotte con lavoro forzato. Nel frattempo proseguono gli attacchi americani in Iran, con Teheran che rifiuta un cessate il fuoco e il petrolio Brent che supera i cento dollari al barile. In Ucraina il generale Drapatyi diventa il nuovo comandante in capo, mentre l'ex ministro Fedorov rifiuta le alternative offerte da Zelensky. L'Unione Europea approva il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Google è multata di 890 milioni di euro per violazione del Digital Markets Act.

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Ecco i fatti in primo piano di venerdì 24 luglio 2026.

Da questa mattina è in vigore il nuovo regime tariffario imposto dagli Stati Uniti su sessanta partner commerciali, che copre il 99,4 percento del commercio americano. Le aliquote, comprese tra il dieci e il 12,5 percento, colpiscono Paesi accusati di non aver adottato misure sufficienti contro le importazioni prodotte con lavoro forzato. Tra i destinatari figurano l'Unione Europea, il Canada, il Regno Unito, l'India e il Giappone, soggetti all'aliquota più bassa, mentre Cina, Svizzera e Corea del Sud rientrano nella fascia più alta. Il rappresentante commerciale americano Jamieson Greer ha invocato la sezione 301 del Trade Act del 1974 per fondare giuridicamente le misure, scelte non a caso per eludere la decisione della Corte Suprema che aveva annullato i dazi emergenziali di Trump. La vicepresidente della Commissione europea Kaja Kallas ha definito i nuovi dazi «una sorpresa negativa» priva di reale fondamento, sottolineando che l'Unione ha rispettato gli accordi commerciali vigenti. Il Brasile, colpito con un'aliquota del 12,5 percento, ha annunciato misure di ritorsione in base alla propria legge di reciprocità. Il Giappone ha dichiarato di «rimpiangere» i provvedimenti, mentre l'Australia li ha definiti «del tutto ingiustificati».

Questo nuovo fronte commerciale si inserisce in un contesto internazionale già sotto pressione. Nella notte tra giovedì e venerdì le forze americane hanno completato la loro tredicesima notte consecutiva di attacchi contro obiettivi militari iraniani. Secondo il Comando Centrale statunitense, i raid hanno colpito centri di comando, depositi di droni, reti di comunicazione e postazioni costiere con l'obiettivo di ridurre la minaccia iraniana alla navigazione nello Stretto di Hormuz. L'Iran, nel frattempo, ha respinto una proposta di cessate il fuoco mediata dal premier iracheno Ali al-Zaidi, secondo quanto riportato dal New York Times. Teheran non sarebbe interessata a un accordo temporaneo che lasci irrisolta la questione del controllo sullo Stretto. La tensione ha già spinto il prezzo del petrolio Brent oltre i cento dollari al barile per la prima volta da maggio, con ripercussioni immediate sulle borse europee.

Sul fronte della guerra in Ucraina, il generale Mykhailo Drapatyi, 43 anni, ha assunto la carica di comandante in capo delle forze armate ucraine, subentrando al generale Oleksandr Syrskyi, rimosso dopo settimane di proteste popolari. Drapatyi gode di ampia stima tra i soldati per la sua esperienza sul campo e per un episodio diventato simbolico nel 2024, quando si dimise assumendosi la responsabilità personale di una strage in un poligono di addestramento. L'ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, la cui destituzione aveva innescato le manifestazioni, ha rifiutato le alternative di governo offertegli dal presidente Zelensky, incluso il ruolo di vice premier per l'innovazione militare, ribadendo di voler ricoprire solo posizioni che gli consentano di influire direttamente sull'esito della guerra.

A livello europeo, l'Unione ha varato il suo ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, il più consistente degli ultimi quattro anni secondo l'alta rappresentante Kaja Kallas. Le misure colpiscono 32 banche, 40 navi della cosiddetta flotta fantasma, compagnie di criptovalute e numerose raffinerie. Il negoziato è stato lungo e complesso: il Portogallo e la Germania hanno bloccato il divieto di importazione del merluzzo russo, mentre la Grecia ha ottenuto un'esenzione per una propria compagnia navale. Il price cap sul petrolio russo è stato congelato al livello attuale di circa 44 dollari al barile, senza l'aumento che alcuni temevano in conseguenza della crisi in Medio Oriente.

In campo tecnologico, la Commissione europea ha inflitto a Google una multa da 890 milioni di euro per violazione del Digital Markets Act: 460 milioni riguardano la preferenza accordata ai propri servizi di prenotazione di voli e hotel nei risultati di ricerca, mentre altri 430 milioni derivano dalle regole del Play Store che impedivano agli utenti di visualizzare offerte più convenienti al di fuori del marketplace di Google. È la prima sanzione di rilievo applicata in base alla nuova normativa. Google ha criticato la decisione, sostenendo che le misure imposte danneggerebbero servizi apprezzati da milioni di europei, ma la Commissione ha respinto le obiezioni. L'azienda dispone di sessanta giorni per conformarsi o per impugnare la decisione dinanzi al tribunale europeo.

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